Come le aziende possono affacciarsi al mercato puntando a quella leadership che e’ tanto ambita per ottenere risultati sempre migliori?

Molti imprenditori, manager, leader, dirigenti, direttori commerciali, amministratori delegati, si chiedono e provano in modo persistente ad ottenere un sempre più miglioramento economico basandosi sui prodotti, sugli strumenti da elargire per permettere alle persone ed hai servizi offerti di crescere.

Ma siamo sempre sicuri che i dipendenti, i commerciali, gli operari hanno bisogno di quello che  chi “comanda” vuole per loro? O meglio siamo sempre sicuri che le persone siano nella condizione psicofisica di assimilare quello che qualcuno vuole per loro?

Nella mia esperienza professionale e sociale ho compreso che le persone che più hanno sete di successo e ambizione peccano in empatia, elasticità e comprensione verso il mondo ed i propri dipendenti. Se io manager, forse meglio dire “capo” mi occupo dei risultati dimentico che dietro ogni attività vive una individualità.

Cosa manca o cosa desidera ogni persona? Ogni individuo è alle prese con un dialogo interno, con un mondo interiore che noi non conosciamo, ridurre tutto ad una fase motivatrice, oppure al fatto di dare strumenti non è abbastanza. Pretendere che le persone facciamo ciò che diciamo senza farle comprendere è una violazione dell’intimità, una forzatura che può dare dei frutti iniziali che però è costretta a morire nel tempo. Ti sei mai trovato nella condizione di dover fare qualcosa che pur ritenuto importante non sei riuscito a farlo?

Hai mai riconosciuto i tuoi impegni e per forza di cose non sei riuscito ad adempiere a ciò che dovevi, volevi e potevi fare? Non per questo eravamo delle schiappe, magari non possedevamo la giusta energia, o personalità per “fare”.

Cosa fa la differenza oggi in questo periodo storico più che mai?

Sono sempre le domande che ci aprono strade e considerazioni nuove mai esplorate, che ci schiudono le porte verso le soluzioni. LA DOMANDA, ci innesca un meccanismo che ci cambia il focus, esplorando in maniera incondizionata l’evoluzione, la crescita, il cambiamento.

Mi sono sempre chiesto cosa permettesse alle persone di rendere di più di quello che normalmente fanno. E dato che le aziende, le multinazionali, le imprese, non sono altro che l’insieme di gruppi di persone, ecco che la risposta alla mia domanda viene messa in evidenza, semplicemente affermando che se io rendo una persona, un individuo, più partecipe a se stesso, a comprendere che può ottenere un risultato più gratificante quando identifica le proprie potenzialità, che quello che è ora è solo il risultato di ciò che pensa di essere.

Il mio discorso ha molto a che fare con l’aspetto filosofico interpersonale. Perchè faccio quello che faccio? Qual’è la ragione che mi permette di superare l’ostacolo?

Rendere le persone più consapevoli le attiva alla vita sociale aziendale, ed ecco che non avremo più una persona meccanizzata, abitudinaria, che per automatismo fa quello che deve fare; La renderemo consapevole e partecipe portando in risalto la sua stessa indole, le sue caratteristiche per un miglioramento aziendale.

Si ha bisogno di più individualità , di estro, di fantasia e questo non può accadere se continuiamo a limitare le persone.

Le aziende, i manager, dovrebbero comprendere che la produzione e la qualità dei prodotti e dei servizi  che si offrono sono elargiti da persone che avranno dovuto assimilare una capacità superlativa per rendere e sviluppare in modo eccellente le proprie mansioni. Ciò che non si chiedono i manager è “COME POSSO migliorare la vita individuale ai fini di un risultato imprenditoriale ? COSA POSSO FARE PER FAR ESPRIMERE AL MEGLIO i miei collaboratori”?

Renderli consapevoli, responsabili, alimentare la propria indole attraverso un modo più congeniale a loro che sono predisposti ad esprimere.

Molti pensano che per il semplice fatto di lavorare per un’azienda , le persone debbano esaudire i desideri del managment, cosi per magia, SOLO per dovere.

Nessuno ha mai ipotizzato l’idea di far “STARE” le persone a proprio agio all’interno del proprio gruppo di lavoro? L’idea malsana che molti imprenditori hanno  è dare per certo che per il solo fatto che hanno un lavoro e che siamo noi ad “ offrirglielo” tutto è scontato, tutto va bene. Prima di ogni cosa sono gli imprenditori che hanno bisogno di collaboratori e non il contrario.

I MALUMORI, la mancata armonia, il rallentamento di produzione, la mancanza oggettiva verso delle attente e doverose dinamiche che permettono l’espansione, sono dovute ad un aspetto di carattere primordiale. L’individuo quando non si sente rispettato, ammirato, ascoltato, pensato, attua in maniera inconscia dei meccanismi che alimentano la negatività, i contrasti, l’evasione. Quindi non può rendere al meglio perché non si sente al meglio.

Cosa si desidera un esecutore o una mente pensante che può avvalorare e migliorare il processo?

In pratica fino a quando la personalità e l’individualità delle persone saranno poste in secondo e terzo piano, le persone stesse non metteranno in atto quelle caratteristiche basilari per avallare la direzione aziendale con tutta la propria energia.

Le persone, i dipendenti, i responsabili, molto spesso non rendono perché non li si rende partecipi della mission aziendale, non partecipano attivamente quando non si sentono parte integrante del progetto, non partecipano perché molti non comprendono le finalità del proprio lavoro.

Cosa io manager posso fare per ridare conforto e anima al mio gruppo di lavoro e renderli più performanti nei confronti degli obiettivi aziendali?

E stato osservato che permettendo ai propri impiegati, collaboratori, responsabili, operai, di partecipare alle disposizioni aziendali, ovvero di essere loro stessi parte integranti degli sviluppi delle regole e delle finalità della mission aziendale, le persone erano, “naturalmente” e attivamente predisposte ad essere più focalizzate sugli raggiungimento degli obiettivi.

Ciò che non è più attuale in questa epoca della tecnologia e della conoscenza è una mentalità retrograda che ancora evidenzia qualche realtà aziendale. Molti ancora adesso pensano a farsi obbedire e non a farsi “seguire”, si cerca di farsi rispettare con il potere che si ha e non con la competenza, si cerca di scavalcare l’individualità con la mancanza di rispetto, di etica, di forma, soprattutto con la mancanza di comunicazione.  Ebbene si, la propria abilità nel comunicare rende la nostra persona, la nostra managerialità su an altro livello. In questo modo non solo si avranno persone che si sacrificheranno per una ragione comune, per l’azienda, ma lo faranno di spontanea volontà, perché lo desiderano. Rendi una persona “presente/viva”, comprendine le caratteristiche personali direttamente o indirettamente  e osserverai che magicamente avrai un professionista con una voglia di affermarsi e rendere il posto in cui lavora il migliore del mondo.

L’attivazione della personalità non è altro che un esplorazione che permette ai collaboratori di ritrovare le proprie abilità, di affrontare qualcosa che non permette loro di rendere al top, di sviluppare attraverso le proprie risorse quegli atteggiamenti che evidenzieranno un rinnovato modo di vivere la propria professionalità, l’evoluzione.

L’evoluzione personale è alla base della crescita aziendale, solo rendendo le persone più abili, riconosciute, che le aziende potranno incidere ancora di più nel mercato, altrimenti avremo solo persone e sistemi da controllare, perché non renderemo le persone responsabili di quello che fanno.

Ciò che è alla base del mio lavoro, della mia professione e della mia visione delle cose, è rendere le persone consapevoli di quello che sono, fare in modo che i miei clienti siano abili nel comprendere il momento che stanno vivendo per ridurre al minimo il margine di errore, capire la strategia per alzare l’asticella e creare una evoluzione in se stessi che equivale a porsi su un altro livello. Quando una persona diventa più consapevole aumenta le proprie abilità, magicamente le aziende migliorano, in qualità del lavoro, produzione, efficacia, complicità, armonia interna, comunicazione.

Se vuoi una azienda migliore curati della persona che hai al tuo fianco, il risultato è un professionista più performante.

MARIO FARINELLA  

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