Riesci ad esprimerti come dici di essere?

Siamo in guerra con un mostro che non conosciamo, siamo di fronte a ciò che può mutare la sua forma, come nei cartoni animati, quando credevamo che la fantasia superava la realtà. Oggi non è cosi continuiamo a considerare questo mostro in modo superficiale, pensando che possa essere debellato prima o poi. Oggi questo mostro invisibile non è ancora abbastanza crudo e forte per farci tornare con i piedi per terra. Non ci accontentiamo ancora, dobbiamo toccare con mano la morte per capire che si può morire!

Siamo, a mio avviso, una popolazione presuntuosa e arrogante, con una superbia incomprensibile. Figli di un epoca, quella del dopoguerra in cui i nostri padri, armati nella disperazione di volontà, umiltà e sacrificio hanno cambiato l’identità di una nazione, sia in italia, sia nel mondo. Oggi se fossimo riconoscenti a quelle scelte, a quelle menti, conserveremo in noi uno spirito cosi potente da essere ancora oggi uno delle popolazioni più ingegnose, belle, variopinte, ed un paese ricco di eccellenze, di arti sublimi che oggi sono alla mercé ci chi ci ha sempre invidiato, di chi oggi ci ha comprato facendoci perdere piano piano la nostra  identità.

Siamo una popolazione che continua a perdersi tra la futilità ed il consumismo, tra apparenze e incapacità di reinventarsi. Ci lusinghiamo di essere italiani, ancor peggio ci lusinghiamo di crederci meglio di altri perché tifiamo una squadra più forte, perché magari siamo figli della capitale, altri perché nati dove l’italia ha fondato la sua lingua, altri ancora perché nati all’ombra di un vulcano, altri ancora si lusingano di essere migliori perché appartenenti ad una pianura che contribuisce in modo attivo e più degli altri all’economia di un paese in declino. Ci serviamo di una bandiera, di uno stemma, di un partito, di un colore, di una dicitura, non riconoscendo di costruire in questo il nostro limite, la nostra prigione.

Chi siamo?

La nostra non è una identità nazionale, la nostra non è appartenenza, ogni cosa che accade pensiamo che non ci riguardi, il nostro sguardo arrogante e presuntuoso sulla nostra patria è vincolato a quanto può essere utile ai nostri fini.

Solo che, neanche in questo siamo capaci, neanche di fare i nostri interessi. Persone che non comprendono cosa accade dubito che possano fare delle scelte produttive per se e le proprie famiglie. Allora che accade nelle nostre teste? Dovremo sapere, riconoscere e accettare che quello che stiamo vivendo oltre questo virus è semplicemente ciò che abbiamo costruito durante il corso della nostra vita. Ciò che sei ora è la conseguenza di decisioni e scelte che hai fatto nel tuo passato. A seconda del vento che tira, della convenienza del momento, noi popolazione composta da persone effimere, di poco spessore, senza un obiettivo… abbracciamo quello che sembra buono, che al momento appare opportuno, che ci da un beneficio all’istante, nel breve termine.

COSA SIAMO OGGI, quante persone si pongono questa domanda?

Chi crediamo di essere?; se non i figli viziati di coloro che nel dopoguerra  hanno cambiato la propria vita grazie alla disperazione ed al sacrificio, di coloro che hanno costruito il “concetto” ITALIA nel mondo! Abbiamo confuso il concreto con l’apparenza, inseguiamo informazioni, foto, notizie solo per apparire al mondo come vorremmo che fossimo e non come realmente siamo.

Pensiamo di essere migliori di altri ma non facciamo nulla per dimostrarlo. Spegniamo il cervello, litighiamo e ci ammazziamo per divergenze caratteriali, per l’incapacità di trasferire quello che pensiamo e più di tutto per l’incapacità di accettare le ragioni, le opinioni e le intenzioni degli altri.

Non sappiamo cosa vuol dire “prevenzione”, non riconosciamo i fattori “sicurezza” perché il nostro pensiero è cosi inetto da non farci prendere in considerazione che “qualcosa” potrebbe capitare anche a noi, ai nostri cari, ai nostri dipendenti, alle persone che hanno a che fare con noi. Siamo incapaci di tutelare sia noi stessi che gli altri.

Come bimbi offesi invece, ci adiriamo ed andiamo su tutte le furie quando parlano di male della nostra città, delle nostre abitudini oppure dei nostri “colori”. Ci battiamo con il coltello tra i denti per poi continuare a distruggere noi per primi quello che tentiamo di “proteggere”. Ci rendiamo conto di quanto siamo assurdi? siamo capaci di uccidere fisicamente e psicologicamente chi ci critica e poi non facciamo nulla per reagire da chi ogni giorno prova e cerca di ammazzarci, da chi ci sta rubando la dignità, l’orgoglio, la libertà individuale. Il danno più grave e che pensiamo pure di essere nel giusto! Siamo semplicemente ignari di noi stessi e di quello che accade, sia inconsapevoli. Non a caso Gesù ha detto “perdona loro perchè non sanno quello che fanno”!

Ci stiamo comportando nella nostra vita cosi come pensiamo di essere?

Potremmo cambiare realmente la nostra osservazione solo cominciando ad ammettere che a parole non siamo meglio di nessuno, che ognuno ha sempre la possibilità di essere meglio di un attimo prima. Non occorre tanta intelligenza, anzi forse il credersi intelligenti è la prima forma di stupidità, perché ti fa snobbare ciò che andrebbe fatto semplicemente con un po’ di volontà e sacrificio. Viva i “poco intelligenti” che con spirito di azione e tanta voglia hanno cambiato il corso della propria vita perché non si sono arresi e non si sono dati scuse, continuando a ripetere azioni che poi li hanno condotti al proprio obiettivo al proprio traguardo.

Cosa stai facendo oggi per meritarti la tua stima, quella degli altri e la stima del “prossimo”?                    

   In che modo stai costruendo il tuo futuro quando tutto sarà terminato?

Perché se lo fai lamentandoti su social, dando la colpa allo stato, alle istituzioni, se pensi a condividere cose che non sai nemmeno se sono vere, se ti basi su quello che dice la gente che ne sa meno di te, oppure condividendo immagini e video stupidi solo per ricevere qualche attenzione; RICORDA …stai solo evidenziando ciò che sei!

Se non ci pensi ora a costruirti una identità, dubito che lo farai in futuro!

In che modo puoi trasformare la tua vita, quella dei tuoi familiari? In che modo puoi creare il futuro che desideri?

Abbiamo un mare di possibilità, di opportunità, dovremmo riconoscere la strada che si aprir… non quando tutto sarà terminato ma quando tu sarai pronto perché avrai compreso per te le scelte da fare!

Sei ancora convinto di essere come pensi di apparire?

Nel tuo intimo, quando come adesso ti ritrovi solo e sei solo a pensare… riconosci che non sei neanche lontanamente  quello che DICI E PENSI di essere?

Mario Farinella

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